Otto pagine. Otto anni fa, sono bastate le prime otto pagine di Tender bar, il prologo, per cadere irrimediabilmente stregato dal talento del suo autore, J.R. Moehringer. O forse non erano che otto righe, l’incipit: «Ci andavamo per ogni nostro bisogno. Quando avevamo sete, naturalmente, e fame, e quand’eravamo stanchi morti. Ci andavamo se eravamo felici, per festeggiare, e quand’eravamo tristi, per tenere il broncio. Ci andavamo dopo i matrimoni e i funerali, a prendere qualcosa per calmarci i nervi, e appena prima, per farci coraggio. Ci andavamo quando non sapevamo di cos’avevamo bisogno, nella speranza che qualcuno ce lo dicesse. Ci andavamo in cerca d’amore, o di sesso, o di guai, o di qualcuno che era sparito, perché prima o poi capitava lì. Ci andavamo soprattutto quando avevamo bisogno di essere ritrovati».

Quel formidabile racconto di una vita, diventato nell’edizione italiana pubblicata da Piemme Il bar delle grandi speranze, era capace di lasciarti a ogni pagina con un sorriso sulle labbra e una fitta nel cuore. Un libro stupefacente: sincero, languido, profondo, divertente, traboccante di nostalgia, ricolmo di gioia e di compassione per la condizione umana, una memoir talmente ricca, e avvincente, e illuminante, da sembrare più un romanzo epico che un’autobiografia. «Il ragazzo è uno scribacchino» diceva a un certo punto uno dei personaggi di Moehringer, riferendosi all’autore. Ma non era vero. Non era che un gigantesco eufemismo. Il ragazzo era il miglior autore di memorie dei nostri anni. Il libro del ragazzo era fenomenale.

Il ragazzo ha mani d’oro. Lo ha capito chiunque abbia letto Il bar o, qualche anno dopo, Open, l’autobiografia di Agassi, che altro non è che il romanzo di una vita vera raccontato con «mostruosa bravura» (Baricco dixit) da J.R. Moehringer.

Per questo, fatevi un regalo: leggete Pieno giorno. E’ la storia di un gangster, ma anche questo non è che un gigantesco eufemismo. E’ la storia di un rapinatore che non ha mai sparato un colpo. E’ una storia d’amore. E’ una storia di formazione. E’ una storia di sirene e astronauti, guardie e ladri, magnati e giardinieri, libri e soldi, fuga e solitudine. E’, in fin dei conti, il racconto non solo di una vita, ma della vita. Tutta intera.