Anna è cresciuta in riva al mare, cullata dall’impeto delle onde e dal grido rauco dei gabbiani. Le è stato insegnato a essere forte, come un ragazzo, come il figlio maschio che la sua famiglia non ha mai avuto. Non è abituata a chiedere il permesso prima di fare qualcosa. Non lo chiede nemmeno al marito, che ha sposato da pochi mesi, quando decide di andarsene di casa per qualche giorno e prestare soccorso ai superstiti di un naufragio. Lascia un biglietto e parte. Ma al ritorno l’attende una punizione inesorabile: il marito la fa internare in un istituto psichiatrico per donne della buona società, dove si ricorre a metodi tutt’altro che nobili per piegare le passioni, sedare gli animi inquieti, curare quell’isteria che secondo la medicina dell’Ottocento è propria della natura femminile.
Anna si rende conto ben presto che proprio lì, dove si decide della libertà di esseri umani, nulla è come sembra e c’è chi approfitta del labile confine tra normalità e pazzia per nascondere fini che non hanno nulla a che vedere con la medicina. Nell’impossibilità di spiccare il volo per superare l’alto muro di cinta che isola l’istituto da Londra e dalla vita, Anna cercherà allora l’appoggio di anime affini, menti aperte disposte ad ascoltare la sua voce, la sua verità: una ragazza che si nutre di poesia per placare il suo desiderio di avventura; un giovane medico affascinato dalla nuova arte della fotografia. Ma dovrà anche fare appello a tutta la sua forza di volontà per non lasciarsi piegare. Prima che quella gabbia la spinga davvero alla follia.

Anna è cresciuta in riva al mare, cullata dall’impeto delle onde e dal grido rauco dei gabbiani. Le è stato insegnato a essere forte, come un ragazzo, come il figlio maschio che la sua famiglia non ha mai avuto. Non è abituata a chiedere il permesso prima di fare qualcosa. Non lo chiede nemmeno al marito, che ha sposato da pochi mesi, quando decide di andarsene di casa per qualche giorno e prestare soccorso ai superstiti di un naufragio. Lascia un biglietto e parte. Ma al ritorno l’attende una punizione inesorabile: il marito la fa internare in un istituto psichiatrico per donne della buona società, dove si ricorre a metodi tutt’altro che nobili per piegare le passioni, sedare gli animi inquieti, curare quell’isteria che secondo la medicina dell’Ottocento è propria della natura femminile.
Anna si rende conto ben presto che proprio lì, dove si decide della libertà di esseri umani, nulla è come sembra e c’è chi approfitta del labile confine tra normalità e pazzia per nascondere fini che non hanno nulla a che vedere con la medicina. Nell’impossibilità di spiccare il volo per superare l’alto muro di cinta che isola l’istituto da Londra e dalla vita, Anna cercherà allora l’appoggio di anime affini, menti aperte disposte ad ascoltare la sua voce, la sua verità: una ragazza che si nutre di poesia per placare il suo desiderio di avventura; un giovane medico affascinato dalla nuova arte della fotografia. Ma dovrà anche fare appello a tutta la sua forza di volontà per non lasciarsi piegare. Prima che quella gabbia la spinga davvero alla follia.